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Giurisprudenza C-216/14 (15/10/2015)

Tipo: Sentenza

Autorità: Autorità europee: Corte di giustizia dell’Unione europea

Data: 15/10/2015

Oggetto: La Corte ha affermato che la direttiva 2010/64/UE, sul diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali, non osta a una normativa nazionale, la quale, nell’ambito di un procedimento penale, non consenta alla persona, nei cui confronti sia stato emesso decreto penale di condanna, di proporre opposizione per iscritto avverso il decreto stesso in una lingua diversa da quella del procedimento, sebbene tale persona non padroneggi quest’ultima lingua, a condizione che le autorità competenti non ritengano che, alla luce del procedimento di cui trattasi e delle circostanze del caso di specie, detta opposizione costituisca un documento fondamentale. La Corte ha poi affermato che la direttiva 2012/13/UE, sul diritto all’informazione nei procedimenti penali, non osta a una normativa nazionale di uno Stato membro, la quale, nell’ambito di un procedimento penale, imponga all’imputato non residente in tale Stato membro di nominare un domiciliatario ai fini della notifica di un decreto penale di condanna emesso nei suoi confronti, purché tale persona benefici effettivamente in toto del termine stabilito per proporre opposizione avverso il decreto stesso

Parti: Covaci

Classificazione: Giustizia - Art. 47 Giustizia: accesso

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