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Giurisprudenza C-325/24 (18/12/2025)

Tipo: Sentenza

Autorità: Autorità europee: Corte di giustizia dell’Unione europea

Data: 18/12/2025

Oggetto: La Corte ha affermato che l’autorità giudiziaria di uno Stato membro può emettere un ordine europeo di indagine avente ad oggetto o il trasferimento temporaneo, nel suo territorio, di una persona detenuta in un altro Stato membro, al fine di procedere alla sua audizione in qualità di imputato durante il processo a suo carico, o l’organizzazione, da parte delle autorità di quest’ultimo Stato membro, di un’audizione mediante videoconferenza di tale persona in questa stessa veste nel corso di tale processo, anche se l’esecuzione di tale atto implica altresì la comparizione di detta persona al suo processo, purché detto atto abbia un obiettivo probatorio e la sua esecuzione non ecceda quanto necessario ai fini dell’assunzione di prove. Secondo la Corte, poi, un’autorità di uno Stato membro non può rifiutare di eseguire un ordine europeo di indagine avente ad oggetto l’organizzazione, nel corso del processo penale, di un’audizione mediante videoconferenza dell’imputato per il solo motivo che tale atto non sarebbe disponibile in un caso interno analogo. Infine, secondo la Corte, la direttiva 2014/41 osta a che un’autorità di uno Stato membro rifiuti l’esecuzione di un ordine europeo di indagine avente ad oggetto l’organizzazione, nel corso di un processo penale, di un’audizione mediante videoconferenza dell’imputato sul solo fondamento di direttive generali emanate da tale Stato membro, senza procedere a un esame che tenga conto di tutte le circostanze pertinenti del caso di specie.

Parti: Bissilli

Classificazione: Giustizia - Art. 47 Processo equo, pubblico

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