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Giurisprudenza 45836/1999 (15/10/2007)

Tipo: Sentenza

Autorità: Autorità europee: Corte europea dei diritti umani

Data: 15/10/2007

Oggetto: Equo processo in un termine ragionevole. Nell’invocare l’Articolo 6 Punto 1 [diritto ad un equo processo in un termine ragionevole], i ricorrenti denunciavano la durata del procedimento penale iscritto a loro carico e sostenevano che il rigetto di analoghe domande nell’ambito della legge c.d. “Pinto” [Legge italiana n. 89/ 2001) era in contrasto con la giurisprudenza della Corte. I ricorrenti aggiungevano parimenti che la procedura di c. d. equa riparazione / risarcimento ex citata legge “Pinto” non era un rimedio effettivo ai sensi dell’Articolo 13 (diritto ad un ricorso effettivo) della Convenzione Europea. La Corte rileva che il procedimento contenzioso si è protratto per sei anni e sei giorni. La Corte ritiene che tale durata è eccessiva e conclude, all’unanimità, per la violazione dell’invocato Articolo 6 Punto 1. D’altronde, la Corte rammenta di avere già affermato che il ricorso in Corte di Appello, così come introdotto in Italia dalla citata Legge “Pinto” n. 89/2001, è rimedio accessibile e nulla induce a dubitare della sua efficacia. La Corte osserva che, in questa causa, sia la Corte di Appello di Rima sia la Corte di Cassazione erano competenti a pronunciarsi sul ricorso dei ricorrenti e avevano proceduto al suo esame. La Corte conclude così e all’unanimità, per la non violazione dell’Articolo 13 della Convenzione Europea.

Parti: Capone e Centrella c/ Italia

Classificazione: Giustizia - Art. 47 Diritto a un ricorso effettivo dinanzi a un giudice - Disposizioni generali - Art. 52 Portata dei diritti garantiti